La
corrente interferenziale è efficace nella psoriasi
palmare? è quanto dichiarato da uno studio clinico
sull'affezione da psoriasi alle mani [1]. Il 90% dei
pazienti secondo l?indice PASI ha risposto al
trattamento con una restitutio ad integrum o con un
miglioramento significativo. La figura mostra un
esempio preso da detto studio. I pazienti hanno
eseguito a casa i trattamenti con un apparecchio
terapeutico a corrente interferenziale per 3 mesi e
non avevano risposto precedentemente ad altre
terapie. Due trattamenti al giorno sono sufficienti
per ottenere questa azione terapeutica. La terapia è
inoltre priva di effetti collaterali e fastidi. Si
avverte soltanto un leggero formicolio delle parti
di cute trattate. Anche in altre localizzazioni
della psoriasi la terapia elaborata presso il Centro
di Ricerca di Karlsruhe sotto la responsabilità dell?Autore
del presente contributo agisce in modo eccellente.
Studi
internazionali degli ultimi anni dimostrano che
campi elettromagnetici possono intervenire in
importanti processi biologici cellulari come la
differenziazione, l?immunomodulazione ed altri
processi centrali [2]. Lo stesso dicasi per la
corrente interferenziale (IFC), una forma di
corrente da tempo impiegata nella fisioterapia.
Rappresenta il tipo più semplice di una corrente
modulata in ampiezza, più precisamente una
fluttuazione. Ha origine dalla sovrapposizione di
due correnti alternate a frequenze vicine che grazie
all?interferenza si intensificano e/o si
indeboliscono periodicamente [2]. La frequenza di
modulazione della IFC è data dalla differenza di
frequenza delle correnti. Per ottenere una buona
penetrazione cutanea senza irritazione, uno dei
particolari vantaggi della IFC, entrambe le
frequenze si trovano nella banda kHz. Questa forma
di corrente si adatta così in particolar misura
anche al trattamento cutaneo. Nella pluriennale
tradizione applicativa non sono stati osservati
effetti collaterali.
Molecola bersaglio della terapia della
psoriasi con corrente interferenziale: il cAMP
Il
messaggero cellulare cAMP (adenosina monofosfato
ciclico) svolge un ruolo chiave in una serie di
processi di differenziazione cellulare ed è di
importanza centrale anche per la psoriasi. Con una
serie di lavori è ben dimostrato che il cAMP nelle
cellule cutanee psoriasiche è ridotto rispetto alla
cute normale. Poiché una riduzione di cAMP è spesso
un segnale di partenza per la moltiplicazione
cellulare e può portare anche ad un deficit di
mediatori antinfiammatori come l'interleuchina-10
[2], era evidente esaminare se e in quali condizioni
un trattamento IFC può stimolare la formazione di
questo messaggero.
La corrente interferenziale aumenta il contenuto
cellulare di cAMP a determinate frequenze di
modulazione
A tale
proposito è stata eseguita una serie di studi su
cellule sottoposte in coltura ad un trattamento IFC.
I risultati sono riassunti in [2]. Da essi risulta
che trattamenti a breve termine a due frequenze di
modulazione aumentano in modo statisticamente
significativo il cAMP intracellulare [2], mentre
altre frequenze o sono inefficaci o agiscono in modo
antagonistico. Inoltre, è stata riscontrata una
soglia inferiore di intensità di corrente al di
sotto della quale non viene più osservato alcun
effetto. In modo interessante l?entità dell?effetto
di cAMP non è ulteriormente aumentata neppure quando
l'intensità di corrente era nettamente al di sopra
della soglia; si arriva persino ad una graduale
diminuzione dell?efficacia.
Questi
risultati costituiscono la base della terapia per la
psoriasi a corrente interferenziale. Diversi studi
clinici, da ultimo lo studio sull'affezione alle
mani [1], hanno rivelato l?alta efficacia di questo
approccio terapeutico nel senso di annullamento
della proliferazione dello strato cellulare cutaneo
basale aumentata in modo patologico responsabile
della desquamazione (iperproliferazione) e di
attenuazione dell?evento infiammatorio. Va fatto
tuttavia notare che i risultati di biologia
cellulare e clinici presentati sono stati tutti
realizzati con una corrente interferenziale di
frequenza di base pari a 4 kHz. Pertanto non si può
asserire se altre frequenze portino a effetti
comparabili.
Dagli
studi indicati e da altri aspetti, di cui non ci
possiamo occupare in questa sede, emergono i
seguenti lati importanti per la terapia della
psoriasi a corrente interferenziale:
-
trattamenti giornalieri regolari,
-
due frequenze di modulazione diverse (alterne),
-
bassa densità di corrente (trattamento sensibilmente
poco sopra la soglia),
-
durata di una serie di trattamenti: a seconda della
gravità dell?affezione; massimo 3 mesi,
-
copertura delle aree psoriasiche con elettrodi (ad
esempio maglia tessile conduttiva) oppure
trattamento in vasche con acqua di rubinetto (ad
es. mani o piedi).
Sebbene
il trattamento con corrente sia privo di effetti
collaterali, per motivi di sicurezza vanno osservate
le seguenti controindicazioni ed avvertenze:
-
pacemaker,
-
predisposizione a trombosi o tetania,
-
gravi infezioni nella zona di trattamento,
-
nel caso di diabetici non trattare in zona pancreas,
-
in gravidanza non trattare in zona utero.
La
terapia IFC è adatta a tutti i casi, anche
resistenti, in cui è facilmente possibile
l'applicazione di corrente attraverso elettrodi. In
caso di affezione troppo estesa o difficilmente
accessibile al fissaggio degli elettrodi, la terapia
incontra limiti applicativi. Contro l?artrite
psoriasica la terapia è solo di efficacia limitata.
I
trattamenti vengono eseguiti dal paziente stesso
dopo aver fornito le istruzioni del caso. Il decorso
terapeutico deve essere monitorato dal medico. Dopo
guarigione o netto miglioramento dell'affezione, la
terapia deve essere cessata (nessuna terapia di
mantenimento). Qualora nel corso del tempo la
malattia dovesse ripresentarsi, può essere eseguita
una nuova serie di trattamenti. In caso di totale
inefficacia, la terapia va sospesa dopo 3 mesi.
La
terapia a corrente interferenziale non è una terapia
che segue il principio ?più è, meglio è?. La
corrente non cura di per sé, bensì trasmette
soltanto informazioni terapeutiche alle cellule con
funzionalità disturbata (?aiuto all'auto-aiuto?).
Questo concetto della medicina rigenerativa
presuppone che la capacità di rigenerazione
cellulare non è limitata. Alcuni farmaci tuttavia
riducono la capacità rigenerativa danneggiando
cellule (ad es. citostatici), bloccandone la
regolazione (ad esempio beta-bloccanti) o limitando
le funzioni immunitarie (trattamenti
immunodepressivi). In tali casi la terapia IFC non
potrà sviluppare la sua azione completa o potrebbe
non agire affatto. Per evitare questo, durante la
terapia a corrente non deve essere eseguito nessun
altro trattamento antipsoriasico. Le terapie in atto
debbono essere sospese al più tardi 3 settimane
prima dell?inizio dei trattamenti con corrente.
[1]
Philipp A, Wolf GK, Rzany B, Dertinger H, Jung EG.
Interferential current is effective in palmar
psoriasis: an open prospective trial.
European Journal of Dermatology 10 (2000) 195-198
[2]
Dertinger H, Weibezahn KF.
Il trattamento della psoriasi con corrente
interferenziale. Nuove strade della terapia
elettromagnetica..
Aktuelle Dermatologie 28 (2002) 165-169